Bio per il Giuliana Donzello

Paride Bianco nasce il 2 marzo 1944 a Martellago (Venezia) da Gino e Carlotta Zampieri, discendente diretta del ramo bolognese di Domenico Zampieri detto il Domenichino.

Fin dalle elementari dimostra una predilezione per il disegno, tanto che alcune rose colorate a pastello vengono esposte nei corridoi della scuola.

Una volta diplomato è assunto nella "sezione lampade" come progettista dalla Philips SpA di Milano, che diventerà il primo importante collezionista..

Il lavoro di tecnico lo porterà a riflettere e rivedere l'impostazione scolastica del concetto di luce. Infatti , dopo 8 anni, deciderà di dimettersi e, incoraggiato anche dal Fumagalli della galleria milanese "Delle Ore", si dedicherà a tempo pieno alla pittura. Da allora fissa un orario da "operaio", dal quale con rare eccezioni ancora oggi si discosta e si immerge completamente nel colore.

Ristudia i metodi per fabbricare i colori, mesticare le tele, usare le colle vegetali come la resina di pino o la lacca sciolta in alcool.

Si rende conto che è necessario studiare i grandi filosofi, da Chomsky a Ullmann, da Benjamin a Popper, ma è di Benveniste per il quale "la realtà di un oggetto non è separabile dal metodo impiegato a definirlo" la porta che apre alla stagione dell'Ostatismo. Tale termine è assunto ad indicare la ripresa di un calco,. sia esso di matrice iconica oppure aniconica

Per quattro anni Paride Bianco verifica la possibilità di usare il calco come unica certezza e possibilità di essere nel vero, senza incappare nelle distrazioni di una mano guidata male, o , peggio, da un pensiero debole.

La verifica viene fatta con mostre personali nella galleria di Lara Vency al "Centre National d'Art Contemporaine" di Parigi, agli inizia degli Anni Ottanta.

Nel 1988 Giuseppe Mazzariol lo invita al seminario "Segno, colore, progetto" (al Dipartimento di Discipline artistiche dell'Università di Venezia), nell'ambito del quale viene ridiscusso l'uso del calco ma contemporaneamente nel suo saggio "Segno iconico e segno del logos" afferma che "..L'ipotesi che ci sia un segno iconico con valenze critiche è un'ipotesi affascinante, che però io non colgo."

Nel frattempo gira un po' il mondo con una serie di mostre itineranti: dal Giappone-Otaru, alla Corea del Sud - Seul, in Malesia; poi l'incontro con il filosofo americano Lawrence Johns, che lo porta negli Stati Uniti, dove le sue opere vengono accolte in permanenza nella galleria di "Athenapolis" a Portland.

Un aspetto non secondario e al quale Lawrence Johns dà notevole importanza è un messaggio di pace tra i popoli, una proposta di prendere coscienza del proprio io, di lavorare per una repubblica di tipo socratico, evidentemente con l'adesione di Paride Bianco che su questo tema ancor oggi fonda gran parte della sua cultura.

Nell'ultima personale al Palazzo Ducale di Revere incontra il GAD che aveva nello stesso periodo una collettiva, e viene accettato a far parte del gruppo, con il quale oggi si presenta a Francavilla al Mare.

Back to top